“La biblioteca dei sussurri”, di Desy Icardi

A cura di Camilla Tettoni

Dora vive in una casa antica, sulle sponde della Dora, sua omonima, il fiume che, placido, attraversa Torino. Dora deve il suo nome all’amatissima prozia, Dorina, che nella sua casa di periferia, stipata e rumorosa, ospita le famiglie delle nipoti, Bianca e Maddalena. Bianca, madre di Dora, è diventata genitore presto, troppo presto. Luciano, studente di ingegneria elettronica prossimo alla laurea, non l’ha lasciata sola nella maternità, e i tre vivono nella “casa sulla Dora”, condividendo gli spazi con Maddalena, sorella di Bianca, malata di cuore, il figlio Fulvio e il marito Bruno, simpatico venditore di caramelle, sempre in giro per l’Italia in cerca di nuovi venditori. Una casa che adempie perfettamente al senso più profondo del termine: un rifugio per la piccola Dora, che cresce abituata a condividere gli spazi con tante persone, tanto rumore, e un dono, quello di sentire i sussurri. Insieme alla prozia Dorina, partecipe della stessa arcana e magica qualità, si reca nelle “case lamentose”, per aiutare chi non è ancora passato oltre, nell’aldilà, per terminare azioni non compiute nell’al di qua.

Ben presto, il luogo in cui la giovanissima protagonista trascorre la maggior parte del suo tempo diviene la biblioteca comunale. Qui Dora, che nei mesi estivi si reca giornalmente nella grande struttura insieme al cugino Fulvio, scopre per la prima volta la gioia della lettura, e questa felicità è aiutata e stimolata da un amico alquanto particolare. L’avvocato Ferro ha centuno anni, ha iniziato a leggere a tre anni e, appassionato e volenteroso, non vuole morire prima di essersi dedicato ad almeno un secolo tondo di lettura. Nell’atmosfera silenziosa della biblioteca, la voce squillante dell’avvocato è l’unica sopportata, con affetto e reverenza, dagli altri lettori e studenti che lì vi si rifugiano. Tra l’avvocato e Dora inizia un’amicizia forte e colma d’affetto, una stima tra anime affini, tra lettori con una differenza d’età di soli 95 anni, che continua per l’intero romanzo, anche quando Dora dovrà (per ragioni familiari) trasferirsi, anche quando crescerà, anche quando sentirà di aver perso, dentro di sé, la bambina curiosa di un tempo.

La biblioteca dei sussurri (Fazi Editore, 2021, 359 pagine) è un inno alla lettura, una lode ai mondi contenuti nei libri, un ringraziamento agli scrittori di tutte le provenienze e di tutte le epoche. Questo romanzo, poi, è una novella familiare, un quadro di famiglie peculiari e unite, nella gioia e nella disgrazia.  Tolstoy scriveva che “tutte le famiglie felici sono uguali, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. La famiglia di Dora riprende questo concetto, amplificandolo, portando il lettore a comprendere che nessun nucleo familiare è perfetto, l’importante è non smarrire se stessi e trovare la strada di casa. Della propria casa, qualsiasi essa sia. Un posto, una persona. Un libro.

Desy Icardi ha ideato un’opera magistrale, in cui si ritrovano i propri nonni, i propri zii, le proprie letture d’infanzia. I pregiudizi si scardinano, si ribadisce l’importanza dell’educazione e della fantasia, l’unica che ci rende pienamente liberi di immergerci in universi altri e paralleli, e di leggere storie in cui ritroviamo, in fondo, anche noi stessi. Un invito a conoscersi, o a riconoscersi, dopo aver perso la genuinità di bambini. Un romanzo nel romanzo, come la bambina (bionda come la piccola Dora) che, raffigurata in copertina, tra le lenzuola, legge un libro la cui copertina riproduce, in miniatura, lei stessa tra le coperte. 

La biblioteca dei sussurri diventa una casa comoda per i lettori che ne sfogliano le pagine, che scorrono troppo veloci. La trama, di cui vi ho raccontato solo l’inizio per evitare spoiler, impliciti ed espliciti, si elabora in modo via via più elaborato. Come una strada che, dritta, si dirige in più direzioni, larghe e strette, così la storia procede, spedita, portando con sé il lettore in avventure in cui non sono solo i personaggi gli eroi, ma anche chi si incammina con loro. Una lettura consigliata, ma con un avvertimento: iniziate la lettura di questo romanzo quando non avete impegni a breve. Sarà molto complicato lasciare il rassicurante rumore della “casa sulla Dora”!

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