“U.S. Palmese” e “Under the Volcano”: due mondi distanti, stesso continente

Recensione dei film visti il secondo giorno della Festa del Cinema di Roma

Di Camilla Tettoni

Il 17 ottobre ho scelto di vedere due pellicole quanto più diverse l’una dall’altra. La prima una commedia leggera, ambientata in Calabria. La seconda una riflessione sulla guerra in Ucraina, vissuta attraverso i protagonisti, ucraini in terra spagnola allo scoppio della guerra.

U.S. Palmese (diretto dai Manetti Bros.)

A Palmi, cittadina sul mare calabro, un gruppo di amici discute, una mattina, di come la squadra locale non abbia le carte in regola per qualificarsi per le finali del campionato amatoriale di cui la U.S. Palmese fa parte.

Uno di loro (il personaggio interpretato da Rocco Papaleo) propone un qualcosa che, a prima vista, appare infattibile: ingaggiare un calciatore della serie A, chiedendo ai 18mila abitanti di Palmi 300 euro a testa per finanziare l’impresa. La scelta ricadrebbe su Etienne Morville, calciatore francese dalla testa calda, che nessuna squadra vuole ingaggiare, nonostante la sua bravura, per via dei comportamenti arroganti e poco professionali.

Queste sono le premesse della commedia, che ha una durata di circa due ore. L’assurdità della proposta si scontra con l’ostinazione e la fede calcistica dei cittadini di Palmi. Il film offre diversi momenti comici, favoriti dalla scelta di un cast adatto, e di una sceneggiatura sagace, capace di creare personaggi interessanti e dalla forte verve umoristica, come la poetessa Ferraro, interpretata da Claudia Gerini.

Come dichiarato dai fratelli Manetti, registi originari di Palmi, questo film vuole essere sia una dichiarazione di affetto alla loro città, sia un’esaltazione dello sport sano e puro, privi di schemi monetari e poco etici. Il calcio bello, giocato per il piacere di vincere, e non vissuto come una rivalsa sociale. U.S. Palmese verrà proiettato nelle sale a partire da marzo 2025, e non vi ho voluto svelare niente di più delle premesse in quanto è una commedia che va scoperta, e non voglio rischiare di rovinare il vostro divertimento nell’osservare l’evoluzione della vicenda.

Il plus di questa proiezione è stato l’aver partecipato al Red Carpet (come spettatrice, chiaramente), e aver guardato il film con il cast in sala. Un’esperienza da ricordare!

Under The Volcano (diretto da Damian Kocur)

Di produzione polacca, questa pellicola tratta la guerra in Ucraina da una prospettiva peculiare, il punto di vista di una famiglia di cittadini ucraini in vacanza a Tenerife durante lo scoppio del conflitto – febbraio 2022.

Gli aerei per l’Ucraina sono stati interrotti, costringendoli a rimanere in uno stato di eterna e subumana vacanza, contrapposta alla distruzione subita dal loro Paese natìo. Il profondo senso di alienazione, e di colpa, viene equiparato in modo intelligente alle migrazioni africane.

Mi spiego meglio: Sofiia, ragazza nel pieno dei turbamenti adolescenziali, e turbata dalle continue discussioni tra il padre e la matrigna, spesso si dedica a lunghe passeggiate solitarie, notturne. Una sera incontra Mike, un giovane africano, che le racconta il viaggio affrontato per arrivare in Europa. Entrambi si riconoscono, perché intrusi in un territorio altro. Sofiia, oltretutto, non per scelta.

Il titolo stesso del film rimanda al celebre romanzo “Sotto il vulcano”, ad opera dello scrittore inglese Malcom Lowry. Nel romanzo, in Europa sta per scoppiare la II Guerra Mondiale, e il console britannico Firmin è stato esiliato in Messico. Come il film, dunque, Firmin non può tornare e assistere la Gran Bretagna, nel pieno dei bombardamenti.

Il vulcano compare nel film, e si configura come meta finale di un’escursione che la famiglia non riesce a raggiungere, contribuendo a scatenare tensioni e malintesi. Una guerra familiare che si sovrappone al piano geopolitico.

“Under the Volcano” è un film straniante. Interessante vedere un film in lingua ucraina, e l’analisi della grande Storia che si unisce alla storia personale dei cittadini ucraini. Necessario, poi, parlare di più del conflitto ucraino-russo, il quale procede ormai da quasi tre anni. Tuttavia, risulta pesante, nonostante la durata di un’ora e quaranta minuti circa.

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