Ho avuto la fortuna di vedere in anteprima Materialists, l’ultimo film di Celine Song, regista dell’acclamato Past Lives (potete leggere la mia recensione qui: Past Lives – Vite passate che sanno di futuro). Il film uscirà nelle sale italiane il 4 settembre, mentre è già approdato nei cinema americani venerdì 13 giugno (anche se, a dirla tutta, alcune proiezioni sono iniziate già giovedì 12, nonostante le fonti ufficiali riportassero la data di venerdì).
Un film diretto da Celine Song, con protagonisti Dakota Johnson, Pedro Pascal e Chris Evans: cosa potrebbe mai andare storto? Nulla. E infatti confermo la mia prima impressione positiva. Ho una piccola abitudine: evito sempre di guardare i trailer prima di vedere un film. Non voglio spoiler, preferisco fidarmi del cast, della sceneggiatura e della regia. Ogni volta, vengo ripagata dalla sorpresa. Per questo motivo, anche questa recensione sarà spoiler-free: cercherò di offrirvi un’opinione generale sul film, sui personaggi e una breve introduzione ai primi minuti della storia.
Dakota Johnson interpreta Lucy, una matchmaker moderna, una sorta di Tinder umano. Lavora per un’agenzia che combina appuntamenti sulla base di criteri come reddito, altezza, attrattiva fisica e abitudini quotidiane. Una matematica dell’amore infallibile, in cui Lucy primeggia con nove matrimoni andati a buon fine grazie ai suoi abbinamenti. Ed è proprio durante uno di questi matrimoni (in cui la sposa è piena di dubbi) che Lucy incontra Harry, interpretato da Pedro Pascal: fratello dello sposo, ricco e magnetico. Tra i due nasce subito un’intesa, tanto che Harry sembra più interessato a ottenere i contatti personali della matchmaker che quelli della sua agenzia.
La loro conversazione viene interrotta da un cameriere che porta a Lucy il suo drink preferito: una Coca-Cola e una birra. I due si scambiano uno sguardo lungo, seguito da un abbraccio carico di significato. Scopriamo così che il cameriere, John (Chris Evans), è l’ex fidanzato di Lucy.
Da qui prende il via il film, con una trama che si intreccia inevitabilmente in questo triangolo sentimentale. Come in Past Lives, anche qui la protagonista è divisa tra passato e presente, tra ciò che ha amato e ciò che potrebbe amare. Materialists, proprio come il film precedente di Song, si fonda su una domanda fondamentale: cos’è davvero l’amore?
Dare una definizione è difficile, e Celine Song non tenta di offrirne una sola. In Past Lives, l’amore era raccontato attraverso il prisma del tempo e della nostalgia, un legame profondo e irrisolto. In Materialists, invece, l’amore viene analizzato nella sua dimensione più concreta e, forse, più disillusa: quella materiale. Qui si ama chi possiede le caratteristiche desiderate, chi soddisfa i criteri richiesti, chi promette una vita comoda e senza intoppi. Un amore su misura, calibrato come un algoritmo perfetto. Ma l’amore, ci ricorda Lucy, non è un’equazione: “Con l’amore è tutto più facile, non serve la matematica.” Eppure, quando dovrà interrogarsi sui propri desideri più profondi, scoprirà che l’amore non è né semplice né conveniente. È difficile, a volte tormentato. Si litiga, ci si fraintende, ci si perde. Ma se è autentico, nessuna convenienza può competere.
Ho amato davvero questo film. Credo che sia una riflessione intensa sulle aspettative sociali, su ciò che la società ci spinge a desiderare, e su ciò che vogliamo davvero come individui. Ho apprezzato il filo sottile che attraversa l’intera storia, un messaggio importante che riecheggia in ogni scena: non tutti sono in grado di riconoscere l’amore vero. Spesso lo si confonde con l’abitudine, con la stabilità economica, con un certo status sociale. Ma amare davvero è un’altra cosa. E allora, la domanda che aleggia è: è più facile amare, o vivere comodi?
Celine Song ci regala un’altra storia potente, un altro triangolo emotivo, un nuovo punto di vista. Sempre a New York. Sempre con quei momenti sospesi in cui i personaggi si guardano a lungo, davanti a un portone. Camminano frenetici per la città, odiandola e amandola al tempo stesso. In Past Lives, New York era una città da scoprire, da visitare. In Materialists è la città dove i sogni si infrangono, dove si lotta per diventare attori, dove tutto costa troppo e la vita sembra correre più veloce dei desideri. Un ambiente perfetto per riflettere sull’amore visto come apparenza, dove proprio in mezzo alle illusioni si può scoprire la verità.
Quando uscirà al cinema, andatelo a vedere. Ve lo consiglio con tutto il cuore.
Buona visione.
